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24/01/2010
PER - Numero 26
gennaio/aprile 2010

Osservatorio
Anniversario Giuseppe Damiani Almeyda, p. 2
Salvatore Butera, Editoriale, p. 3
Nino Vicari, Il delitto di Villa Deliella, p.4
Marcella Croce, La Compagnia Teatrale Cuticchio, p.10
Documenti/la memoria
Adriana Chirco, Le borgate marinare Acquasanta II Parte, p.12
Matteo Iannello, Giuseppe Vittorio Ugo Architettoi, p.16
Antonella Balsano, Delizie Musicali p.18

Ricerche
Giulia Sommariva, Termini Imerese. Chiesa Di anta Caterina d'Alessandria, p.22
Giuseppe Palmeri, L'associazione siciliana pel bene economico, p.24
Lelia Collura, La fonderia Basile, p.28

Itinerari
Francesco Andolina, Tra topos e globalità, p.32
Giulia Davì, Riapre Palazzo Abatellis. P36
Giulia Scalia, Mostra di serena Giordano p39
Giulia Ingarao, Villa Cardillo p. 41

Attività
Teresa Cannarozzo, Il recupero del centro storico di Palermo, p.42
Vincenzo Scuderi, Emergenza Restauri, p.48
Fabio Scannapieco Capece Minutolo di Collereale, La Trinacria, esegesi di un simbolo p.50

Lettere e libri, p.52

Per l’appunto, p.55

Editoriale
Detto queste poche righe sull'ultima scorcio del 2009, già proteso in avanti con la speranza verso il nuovo anno che esaurisce il primo decennio di questo millennio. E lo faccio guardando come tutti Voi al mondo e al suo futu ro da un osservatorio tutto sommato isolato e lontano come quello di Palermo, la città tanto amata che resta e deve restare però, al centro del Mediterraneo, tenacemente attaccata al suo ruolo europeo e occidentale. Scriveva Ugo la Malfa nei lontani anni Cinquanta: «Ricordiamoci che la questione del Mezzogiorno è una questione di Occidente decaduto». Tuttavia i motivi di soddisfazione non mancano e tra questi metterei in primo piano la riuscita del recente convegno su villa Deliella che ha visto il concorso allo Steri di una folla numerosa quanto qualificata, fatta anche di studenti universitari e dei licei cittadini. Voglio qui ancora una volta rin-graziare tutti coloro che hanno concorso al successo di questa nostra iniziativa che ha ricordato compiutamente un evento per molti versi fatale per la nostra città e che tuttavia, diciamolo francamente, non è stata altrettanto fortunata nell'identificare un nuovo destino per quell'area di piazza Croci e una nuova prospettiva per questa città. Come spesso accade siamo bravi nelle analisi, ma difettiamo nel saper guardare positivamente e costruttivamente al futuro. Debbo ancora ricordate però che nella fase di preparazione di quell'evento ho sentito intorno a me tanta solidarietà, tanta stima e amicizia non solo e non tanto personali, quanto piuttosto verso Salvare Palermo, un'istituzione che ha saputo guadagnarsi nel tempo la fiducia della parte migliore di questa città che si accompagna alla consapevolezza che le nostre manifestazioni sono sempre serie e qualificate E qui veniamo all'altro tema di queste note che è appunto quello della ricorrenza, agli inizi del 2010, dei venticinque anni di attività di Salvare Palermo, prima associazione e poi fondazione. Un lungo lasso di tempo che ha visto susseguirsi alla guida del sodalizio quattro presidenti, Roberto Calandra, Vittorio Umiltà. Nino Vicari e il modesto sottoscritto, il quale però ha il conforto di poter contare ancora all'interno degli organi collegiali sul contributo dei suoi predecessori, i quali in tanti anni di duro lavoro hanno portato avanti la nostra Fondazione accreditandola come uno dei movimenti più attivi e in certa misura simbolici della nuova società civile di Palermo. È una ricorrenza importante e ad essa faremo più ampio riferimento nei prossimi numeri di questa bella rivista. Vorrei sottolineare in conclusione come quest'ultimo numero si apra con un'immagine e un richiamo che fanno riferimento ad un'altra nostra iniziativa, quella di prepararsi a ricordare il centenario dalla morte di Giuseppe Damiani Almeyda, che speriamo di poter onorare con alcune pubblicazioni e con studi dedicati, ma che i pubblici poteri hanno il dovere di commemorare restaurando adeguatamente quanto meno due delle maggiori opere del grande architetto: il Politeama Garibaldi e il rifacimento del Palazzo Pretorio. Con questi sentimenti intrisi di memorie ma anche di buoni propositi per l'avvenire auguro a tutti i lettori un sereno e felice 2010. Salvatore Butera

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