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13/10/2009
PER - Numero 25
settembre/dicembre 2009

Osservatorio
Salvatore Butera, Editoriale, p. 3
Giovanni Paolo Di Stefano, Gli artigiani dei suoni dimenticati, p.4
Ida Rampolla del Tindaro, La biblioteca Lancia di Brolo di Polizzi Generosa, p.6
Vi raccontiamo di bandi e concorsi, p.9

Documenti/la memoria
Adriana Chirco, Le borgate marinare, p.10
Nino Vicari, la villa Sofia ai colli, p.14
Antonino Aurelio Piazza, Gli orologi del Convento dei Frati Cappuccini.18

Ricerche
Francesco Andolina, Tranche de vie al grigio piombo, p.22
Pierfrancesco Palazzotto Il Museo Diocesano a sei anni dalla sua riapertura, p.26
Antonella Armetta, Il quartiere del Rione delle rose, p.28

Itinerari
Gaetano Rubbino, Paolo Bonci architetto e imprenditore, p.30
Marcella Croce, Mercati e templi del cibo di strada. p32

Attività
Anna Maria Ruta, La mappa letteraria di Palermo, p.36
Evelina De Castro, Il restauro del S. Giovanni di Palazzo Abatellis. p.38
Manuela Conciauro, Salles en plein air;il giardino al femminile. p.40

Lettere e libri, p.43

Per l’appunto, p.47

Editoriale
Il nuovo numero della nostra rivista si presenta come al solito ricco di temi e di spunti non solo evocativi, ma sovente legati all'attualità culturale della nostra città. E da questo punto di vista occorre riconoscere che per certi versi Palermo è quel che si suol dire un pozzo senza fondo Tante infatti sono le cose positive che in qualche modo si vanno risolvendo (recuperi, restauri), ma altrettante le emergenze che via via si vanno determinando e che per fortuna la stampa non manca di evidenziare. La città infatti è talmente ricca di passato e di segni non sempre leggibili dello stesso che a volte anche il lettore più attento alle vicende palermitane non riesce a venire a capo di una realtà tanto complessa, fatta di segni più e di segni meno. È proprio di questi mesi, a questo proposito, l'apparire sui giornali di opinioni molto interessanti ed articolate di scrittori, studiosi, giornalisti sulla identità di Palermo, un tema vecchio e nuovo che come molti amici sanno mi ha anche interessato e intrigato di recente. Proprio la complessità e la ricchezza del tessuto urbano di Palermo rendono difficile una lettura univoca .e convincente dell'identità della città e autorizzano in qualche misura un dibattito tra le forze culturali più vive su questi temi, dibattito a cui Salvare Palermo e la nostra rivista non sono e non saranno certamente estranei. Fra le novità positive di questo incipiente autunno va registrata la nomina ad assessore al centro storico di una persona competente e amica come Maurizio Carta, il quale ha voluto iniziare il suo mandato con una lettera di saluto a Salvare Palermo, identificata come interlocutore indispensabile per l'avvio di iniziative ispirate alle finalità della nostra Fondazione. È un segnale importante che voglio registrare e che desidero sottolineare all'attenzione dei nostri lettori nella consapevolezza di sicuri sviluppi di una possibile futura collaborazione. La nostra Fondazione punta ora alla definitiva organizzazione e realizzazione del convegno sulla ricorrenza dei cinquant'anni dalla demolizione di villa Deliella che avrà luogo allo Steri il 30 novembre p.v. ed al quale siete fin d'ora tutti invitati. Il convegno come sapete è promosso e organizzato in collaborazione con l'Università e sponsorizzato da Banca Nuova. Ma le novità non finiscono qui. Come avete visto prendendo in mano il numero 25 della nostra rivista abbiamo deciso di inserire per la prima volta il colore. È stata una scelta coraggiosa, lungamente meditata, che speriamo incontri il favore di Voi tutti. Avere in mano e magari conservare un fascicolo così ricco di contenuti ma anche riccamente illustrato può essere per tutti noi una esperienza positiva che ci aiuta a continuare a leggere e a sostenere la nostra rivista come espressione primaria della nostra Fondazione, quale strumento di continuo colloquio con i nostri soci, un colloquio cui non rinunciamo mai e che deve dare sostanza e contenuto alla nostra azione per salvare Palermo. Salvatore Butera

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