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03/06/2009
PER - Numero 24 maggio-agosto 2009
Osservatorio Salvatore Butera, Editoriale, p. 3 Pietro Gulotta, Allarme crolli a Palazzo delle Aquile, p.4 Daniela Pirrone, Palazzo Florio all'Olivuzza Vendesi, p.6 Lelia Collura, Furti di opere d'Arte, p.10
Documenti/la memoria Marcella Croce, Palermo 1943 Lettere di un ebreo al padre rabbino, p.12 Simona Bertorotta, Colmare un vuoto:l'ex ospizio di Beneficenza p.14 Pierfrancesco Palazzotto, Il fasto del Catai tra il 1752 e il 1790, p.18
Ricerche Giuseppe Palmeri, Un ideale parco letterario sulle tracce dell'Abate Meli, p.20 Maria Antonietta Spadaro, Iconografie per carretti, p.24 Giusi Diana, Conversazione in Sicilia con Paolo Schiavocampo, p.28
Itinerari Mario Moncada di Monforte, Ritorno alla Vucciria, p.30 Maria Rosaria Interguglielmi, Il racconto della libreria settecentesca nella Abbazia di San Martino p.34
Attività Vincenzo Scuderi, Monumenti, musei ed opere d'arte, p.38 Francesco Andolina, Coalescenza di illuminati approdi p.42 Egle Palazzolo, Una società davvero civile p.44
Per l’appunto, p.45Lettere e libri, p.46
Editoriale E’ difficile in tempi come questi parlare di Palermo e del suo centro storico, del suo patrimonio artistico, purtroppo già così gravemente compromessi. La questione è politica lo sappiamo, ma la nostra Fondazione politica non è né può né vuole schierarsi da una parte o dall'altra. Quello che può e che vuole fare è in un certo senso insieme più semplice e più complicato.
Salvare Palermo intende in qualche misura rendersi interprete dei sentimenti generali più diffusi nell'opinione pubblica della città, che, aldilà degli schieramenti politici, portano a costatare come essa attraversi uno dei momenti più bui della sua storia, in particolare di quella contemporanea.
Il distacco e il silenzio delle istituzioni sono evidenti, la situazione economica è più o meno quella di sempre, vale a dire non certo positiva anche se, va ricordato, che la grande crisi non ha ancora da noi dispiegato tutti i suoi effetti. C'è quindi da attendersi un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo della città, nonché crescenti difficoltà per l'occupazione soprattutto giovanile.
In un contesto siffatto sembrerebbe di poter dire che le vicende del patrimonio artistico e culturale sbiadiscano leggermente di fronte ai problemi quotidiani della gente. Ma non è così. Si tratta di un'impressione sbagliata anche perché sul turismo, sulla cultura, sull'economia della cultura si fondavano e si fondano le speranze di una città che ha conosciuto e conosce profondi mutamenti di carattere sociale e che tuttavia non deve smettere di pensare al proprio futuro e in qualche modo di programmarlo e di proporlo all'intero Paese del quale, non dimentichiamolo, fa parte a pieno titolo.
Recentemente il consiglio di amministrazione ha avuto occasione di occuparsi di questi temi e di farsene poi interprete attraverso gli appositi organi nell'ambito del Forum costituito con le altre associazioni, a presidio e salvaguardia di ciò che rimane (e per fortuna non è poco) del patrimonio artistico cittadino. Debbo dire con franchezza che queste disamine e queste riunioni risultano sovente molto pesanti se non frustranti, data la mancanza di una vera e propria interlocuzione da parte dei pubblici poteri oltre che, inutile dirlo, dalla carenza sostanziale di mezzi finanziari adeguati per procedere in autonomia a qualche operazione di recupero o di restauro sia pure limitata.
Non resta che la voce, la nostra debole voce, di cui voi tutti soci e lettori di questa rivista costituite il coro, non certamente muto, ma vivo e vitale, segno di un'opinione pubblica formatasi in ritardo e che tuttavia in questi anni vuole recuperare il tempo perduto, vuole essere presente e vuole essere ascoltata nelle esigenze che essa esprime, esigenze, si badi, che oltre tutto hanno e possono avere un contenuto economico rilevante.
Per concludere vorrei accennare a due iniziative in cantiere: per l'autunno progettiamo in collaborazione con l'Università, un convegno sul disastro urbanistico di Palermo in coincidenza con la ricorrenza dei cinquant'anni della proditoria demolizione di villa Deliella in piazza Croci; d'altro canto un gruppo di consiglieri si sta impegnando a dar vita ad un libro bianco anche fotografico sui mali di Palermo, sul degrado di alcune zone, sul complessivo stato di abbandono di gran parte della città.
Dateci forza su queste cose per andare avanti su una strada difficile che è però, a mio avviso, l'unica giusta.
Salvatore Butera
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