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17/02/2009
PER - Numero 23
gennaio-aprile 2009

Osservatorio
editoriale p.3
Lucio Forte - Il portolano dell'Ammiraglio Corsaro p.4
Matteo Iannello - Aprire allo studio la casa-studio di Ernesto Basile p.6

Documenti la memoria
Beatrice Palmigiano Gozzo - Storie di un terremoto, di bambini salvati, e della filantropica famiglia Whitaker p.10
Fabio Scannapieco Capace Minutolo - Nel centenario del terremoto di Messina p.14
Gaetano Rubbino - Il Parco del Duca di Serradifalco all'Olivuzza p.17

Ricerche
Adriana Chirco - Le borgate marinare - La via del Molo Nuovo p.18
Angelo Troia - Sciare a Marsala, senza la neve p.22
Pietro Pulvirenti - I castelli regi p.26

Itinerari
Franco Andolina - Gli etero-stilismi di un ex rivoluzionario. La Mostra di Picasso a Palazzo dei Normanni p.28
Glenda Scolaro - Nascosto in via Roma il tesoro del diurno Cobianchi p.32
Marcella Croce - Bagni rituali ebrei, un ritrovamento p.34

attività
Vincenzo Scuderi - Monumenti e musei p.38
Evelina De Castro - Due pale del Settecento palermitano in San Domenico p.42
Carla Incorvaia - Sorpresa, una biblioteca di quartiere p.44
Lettere e libri p.46
PERL'APPUNTO p.51

Editoriale
È con un pizzico di emozione che detto per la prima volta da presidente l'editoriale della nostra rivista, una rivista, sia detto per inciso ma da subito, che personalmente apprezzo molto per la forma e per i contenuti e alla quale negli ultimi mesi ho arrecato anche un modesto contributo.
La carica di presidente nasce da una volontà unanime del nuovo consiglio di amministrazione che si è espressa non solo formalmente al momento della votazione, ma anche prima e dopo con sentimenti e manifestazioni di affettuosa stima che mi hanno indotto ad accettare questo gravoso compito. Di esso avverto tutta la responsabilità nei confronti dei nostri soci ma anche, debbo dire, nei confronti dell'intera cittadinanza o almeno della parte più avvertita di essa che oramai identifica nella nostra Fondazione un sicuro punto di riferimento per la tutela e la valorizzazione di quel che resta del patrimonio culturale di Palermo, ma anche per la custodia della memoria della città, dei mille episodi che ne formano il quadro storico lontano ma anche recente, soprattutto quello della tormentata seconda metà del '900. Inutile dire che a questo stesso riguardo avverto anche una certa forma di frustrazione per non potere corrispondere come vorrei e come credo tutti noi vorremmo alle esigenze e alle domande di una città che appare in questo momento particolarmente derelitta, con modeste se non modestissime prospettive economiche, tutta incardinata nell'economia e nella spesa pubblica che ne costituiscono in sostanza l'unico sostegno. Manca da noi ciò che altrove è il nerbo stesso della società civile e cioè il privato nell'economia, nella cultura, nella vita della comunità.
Ma queste cose purtroppo le sappiamo tutti, ce le siamo ripetute tante volte, esse costituiscono in qualche modo il quadro di fondo nel quale siamo costretti ad operare. La nostra è un'attività molto complicata e faticosa resa ancor più difficile dalla carenza di mezzi finanziari da reperire di volta in volta per questo o quel progetto culturale. Progetti tuttavia che la Fondazione ha portato e porta avanti con molto coraggio ma soprattutto con molta qualità e con molto impegno. In questo inizio d'anno presenteremo alcune realizzazioni incardinate e dovute alla precedente presidenza di Nino Vicari, cui non cesserò mai di essere personalmente grato e allo stesso tempo di confermare i sentimenti calorosi di amicizia e di stima di noi tutti per quanto Egli in questi anni di presidenza è riuscito a realizzare. Parleremo del ritratto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa affidato al maestro Nicolò D'Alessandro che lo ha realizzato con grande studio e grande maestria, da destinare alla galleria dei siciliani illustri della Biblioteca Comunale di Palermo; parleremo della "Guida all'architettura del '900", voluta dall'infaticabile impegno del nostro presidente onorario Roberto Calandra, cui è andato nei primissimi giorni di gennaio il Premio delle Associazioni giunto alla sua quarta edizione.
Abbiamo tanti progetti e tante iniziative in cantiere per la realizzazioni delle quali avrò la collaborazione fattiva delle due vicepresidenti Rosanna Pirajno e Renata Pucci Zanca che condividono con me questo periodo alla guida della nostra Fondazione.
L'ho detto altre volte e lo ripeto qui, l'unica forza che abbiamo è quella dataci dai nostri soci. Tanto più essi saranno numerosi e partecipi, tanto più la Fondazione potrà presentarsi più forte e autorevole al colloquio con i pubblici poteri, ma anche in quella fase di collaborazione in qualche modo ad esso propedeutica con le altre associazioni culturali con le quali andiamo confermando in questi mesi il desiderio e la volontà di muovere in un cammino comune per affrontare problemi grandi e piccoli del patrimonio culturale cittadino.
Un grazie quindi va anche agli amici del Fai, di Italia Nostra, alle associazioni Dimore Storiche e Amici dei Musei, all'Anisa e a quanti operano disinteressatamente e senza vincoli politici nei nostri stessi settori e che vorranno condividere questa linea comune di azione.
Il presente numero della rivista è come al solito ricco di contributi e di spunti interessanti colti e qualificati e incontrerà ne sono certo il favore di quanti lo prenderanno tra le mani per darvi una scorsa o meglio ancora per leggerlo. Non mi resta che augurare a tutti - lettori e soci - un buon 2009 che porti a noi tutti e alla nostra città quantomeno qualche segnale di novità e di cambiamento rispetto ad un passato grigio che vorremmo sepolto per sempre.

Salvatore Butera

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