 |
15/11/2008
PER - Numero 22 settembre-dicembre 2008
Osservatorio Nino Vicari, Editoriale, p. 3 Marina Sajeva, Riflessione sull’arte pubblica in Sicilia, p.6 Antonella Balsano, Musicisti per strada (e musicisti amabili), p.8
Documenti/la memoria Anna Maria Ruta, Giovanni Boldini a Palermo, p.10 Adriana Chirco, Le borgate marinare Dal Sammuzzo al Porto, p.12 Lucio Forte, Maria Accascina, dov'è finito il suo nome, p.16
Ricerche Sarah Catalano, "Casa. sul mare di Sicilia" ,progetto d'esordio di Lina Bo Bardi e Carlo Pagani, p.18 Federica Scibilia, Pietro Scibilia ingegnere e architetto Due edifici Liberty su via Roma, p.24 Mariella Marrone, Il complesso monumentale dell'Oratorio di San Lorenzo e dell'lmmacolatella, p.28
Itinerari Francesco Andolina, Genius loci e globalizzazione. L'Arte spagnola, contemporanea a Palazzo Sant'Elia, p.32 Marcella Croce, Mercati storici in via di estinzione, p.36 Rosanna Pirajno, Una guida all'architettura per formare una coscienza p 38
Attività Vincenzo Scuderi Monumenti e musei,senza aggettivi, p.40 , Santina Grasso Prime ipotesi per un profilo di Francesco Calamoneri, p.42
Lettere e libri, p.48 Per l’appunto, p.51
Editoriale NUOVA LINFA E NUOVE IDEE
L’applicazione del nuovo statuto e la volontà dell’assemblea degli aderenti ci ha portato all’inizio dell’estate nuova linfa nel Consiglio di amministrazione della Fondazione, con l’acquisto di autorevoli figure che hanno condiviso la nostra storia e le nostre azioni e soprattutto con un salutare rinnovo generazionale di prevalente colore roseo. Si è formato così il nuovo Consiglio che presto esprimerà la scelta dei vertici che guideranno il sodalizio, a cui compete riflettere preliminarmente sull’ultraventennale cammino percorso e sulle luci e le ombre che lo hanno contrassegnato. “Salvare Palermo” è una sigla che ha cambiato valore e significato ad ogni mutamento del quadro politico-istituzionale e della qualità della gestione del patrimonio culturale della città da parte delle istituzioni responsabili. Ma ha soprattutto cambiato “pelle” quando, trasformata nel 2000 in Fondazione, per derivazione dal precedente organismo associativo, si è trovata a dovere verificare sul campo la nuova condizione istituzionale, caratterizzata da un diverso modello gestionale e da un inusitato rigore amministrativo. I soci non sono più tali, ma divengono aderenti e vengono quindi fatalmente distanziati dalla partecipazione diretta ai momenti decisionali, che sono riservati alla dirigenza e controllati da rari momenti di coinvolgimento assembleare. Il passato quinquennio ha costituito una fase di sperimentazione del nuovo modello, nella quale si è tentato di conservare la preziosa eredità ricevuta dalla libera associazione nata nel 1985 e di conciliarla con una nuova tipologia del rapporto con la società civile e con le istituzioni. Le attività svolte si sono quindi ispirate alle passate esperienze dell’associazione, riproducendole ed intensificandole nei settori della diffusione della conoscenza del patrimonio culturale della città e del suo territorio, nella concreta sperimentazione del restauro di singole opere artistiche e monumentali, nella vigilanza propositiva sulla gestione pubblica dei beni culturali, nelle attività di animazione e di coinvolgimento. La risposta della società civile è stata soddisfacente, se è vero che il numero degli aderenti, pur fluttuando da un anno all’altro, si è mantenuto ad un livello tale da consentire la copertura degli oneri di funzionamento strumentale. Non altrettanto può dirsi del rapporto con le istituzioni, in particolare quelle regionali, che ci hanno negato il sostegno economico riservato nella legge finanziaria ad una miriade di altre realtà associative, molte delle quali di dubbia estrazione culturale, i cui obbiettivi sono lontani anni luce dal nostro disinteressato impegno di volontariato. Dando tuttavia atto all’Assessorato regionale dei bb.cc.aa. di avere accolto finora, ma in modo sporadico e discontinuo, la nostra annuale istanza di sostegno alle nostre spese funzionali e ai nostri investimenti nella tutela del patrimonio culturale. Fatta poi eccezione per la Fondazione Banco di Sicilia, che ci ha consentito di partecipare con successo ai bandi semestrali per il sostegno di due progetti a contenuto culturale (la mostra di foto storiche del paesaggio palermitano e la pubblicazione di una guida dell’architettura del ‘900 a Palermo di prossima presentazione), nessuna accoglienza è stata riservata alle nostre istanze per ottenere contributi da altre istituzioni, fondazioni e istituti bancari (così prodighe peraltro con altre realtà associative di stretta osservanza governativa). Oggi è mutato il quadro politico di riferimento, entro cui si pone la difesa e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. La Regione, come del resto lo Stato, si disimpegna dal compito del recupero dei beni culturali e della difesa del paesaggio e mette in primo piano opere gigantesche come la costruzione del ponte sullo stretto, nello stesso tempo in cui si propone di affidare a privati la gestione del patrimonio archeologico e monumentale. La nostra città è allo sbando, avendo cumulato una quantità incredibile di problemi insoluti, dalla mobilità autoveicolare alla raccolta dei rifiuti, dal rinnovo del piano particolareggiato del centro storico all’abbandono di fatto del piano regolatore, dal disimpegno nella difesa delle coste e del verde all’indifferenza per la chiusura dei musei e per la crisi dei teatri e delle orchestre, in assenza di un organico progetto culturale a cui affidare le sorti della comunità cittadina. In questo quadro, sarà necessario un mutamento di strategia nei modi di operare per il perseguimento dei nostri obbiettivi statutari. Nuove idee e nuovi compiti attendono la rinnovata dirigenza della Fondazione, che si attiverà dal prossimo 1° novembre, a cui affidiamo con fiducia l’avvenire del nostro sodalizio, ancora vivo e vitale, grazie a quanti hanno condiviso l’attività svolta dall’amministrazione uscente ed hanno collaborato con sincero impegno. Nino Vicari
|
 |