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01/06/2008
PER - Numero 21 maggio-agosto 2008
Osservatorio Nino Vicari, Editoriale, p. 3 Anna Cottone, Progetti per far rinascere la valle dell’Oreto, p.4 Lucia Pierro, Marco Scarpinato, Un concorso per Pizzo Sella, p.6
Documenti/la memoria Camillo Filangeri, Carte e pietre tra Kemonia e Pretorio: la Libreria del Senato a Palermo, p.8 Giuseppe Palmeri, Tra gli Astracheddi e la Kalsa: un palermitano santo, p.12 Lucio Forte, Viaggio lungo la costa sfregiata, p.16
Ricerche Laura Ercoli, Un antico impianto irriguo da salvare, p.20 Giovanni Mannino, Tracce della cultura elima nel territorio palermitano, p.23 Antonella Armetta, La genesi dalla città universitaria di Palermo e le sue connessioni con il parco d’Orléans, p.26
Itinerari Glenda Scolaro, Matteo Iannello, Il taglio della via Roma. Architettura e immagine della nuova città, p.30 Francesco Andolina, Max Ernst: un pifferaio magico tra sogno e realtà, p.34
Attività Salvatore Butera, Ricordo di Tomasi di Lampedusa , p.38 Vincenzo Scuderi, Monumenti e musei tra sociale e politico, p.40
Lettere e libri, p.43 Per l’appunto, p.47
Editoriale Aria di rinnovamento A cinque anni dal mandato ricevuto dall’assemblea plenaria dei nostri aderenti, alle soglie del rinnovo del consiglio di amministrazione, riflettiamo sul cammino percorso nell’ultraventennale storia del nostro sodalizio. Non per compiacersi dei risultati raggiunti, né per dolersi dei tanti obiettivi mancati. Ma per affermare la validità delle azioni svolte a tutela del patrimonio culturale della nostra città e l’attualità dei nostri programmi e delle nostre intenzioni, in un momento in cui in materia di beni culturali cresce il disimpegno delle pubbliche istituzioni e si incrementa, non senza rischi, l’interesse e la partecipazione del capitale privato. Il primo dei nostri propositi è quello di innovare metodi e strumenti, per adeguarli ai rapidi mutamenti della civiltà della comunicazione che investe le nuove generazioni, allo scopo di ampliare quanto più è possibile la partecipazione della cosiddetta società civile nella gestione e nella difesa del patrimonio culturale, che va riconosciuto non solo nelle sue componenti storico-artistiche, ma anche nei valori ambientali e della vivibilità. Valori che la gente reclama come coefficienti ineludibili della qualità della vita. Alcune iniziative mirate al conseguimento di un tale obiettivo sono state già adottate e sono in corso di sperimentazione. Prima fra tutte la istituzione di una solidale alleanza con i principali sodalizi che operano in città, ciascuno in settori di specifica competenza, Italia nostra, il FAI, gli Amici dei musei, l’Associazione Dimore storiche, Legambiente, il W.W.F., con i quali è stata sperimentata sul campo l’importanza di fare causa comune per la difesa del patrimonio culturale, spesso anche in contrasto o nell’indifferenza delle pubbliche istituzioni. Ne sono esempio recente la campagna condotta contro la inopinata chiusura della Galleria di Palazzo Abatellis e del museo Salinas senza alcuna alternativa di esposizione provvisoria dei rispettivi reperti. O la più recente protesta per il progetto di costruzione di un parcheggio multipiano addosso al bastione contiguo alla porta Vicari sulla piazza S.Antonino, che con un minimo di rispetto per l’identità del centro storico, potrebbe essere sostituito con un parcheggio sotterraneo negli ampi spazi antistanti la stazione ferroviaria. Abbiamo anche consolidato l’intenzione di un maggiore coinvolgimento dei giovani e dei giovanissimi, con i quali è stato finora difficile, certamente per nostra deficienza, di istituire un dialogo fra generazioni così distanti. E a tale scopo sarà utile implementare l’assegnazione di borse di studio per giovani ricercatori o i concorsi di idee per studenti non solo universitari, già utilmente sperimentati in precedenti iniziative. Nel quadro di questi buoni propositi, abbiamo innovato il nostro sito internet, strumento indispensabile per adeguarci alle nuove forme di comunicazione. Sarà così possibile leggervi la nostra storia, essere continuamente aggiornati sulle nostre attività pregresse in materia di restauri e di editoria, venire informati in tempi brevi delle nostre iniziative sulle visite guidate, sulle conferenze, sui dibattiti e sugli eventi, cui sono chiamati a partecipare non solo i nostri aderenti, ma anche quanti mostrano di apprezzare il nostro impegno. Consapevoli che il nuovo sito non è al top della qualità e della efficacia, impegniamo la futura dirigenza della Fondazione a dedicarvi attenzione ed energie. Con particolare intendimento abbiamo istituito nel nuovo sito la sezione “forum”, con l’ambizione che essa divenga sede di dibattito e di scambio di opinioni con i cittadini e con altri sodalizi, sui tanti temi caldi che investono la gestione dell’ambiente. Dalla strumentazione urbanistica alla vivibilità cittadina, sui quali temi sembra impossibile ogni dialogo con le pubbliche istituzioni. Che procedono nell’attuazione dei loro programmi, spesso ispirati ad interessi corporativi, senza concedere ascolto alle tesi alternative e propositive espresse da chi opera nel volontariato con impegno civile. Sono le questioni dell’adozione di un’adeguata strategia per la rigenerazione del centro storico, dell’adozione di un piano virtuoso per l’abbattimento del traffico autoveicolare, della corretta gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani, dell’impianto e della diffusione dei giardini di quartiere nelle periferie, della difesa del verde agricolo, del recupero e della salvaguardia della costa, e di quanti altri possano essere proposti da chi abbia interesse ad un migliore futuro della nostra città. Intanto il rinnovo del Consiglio di amministrazione per il prossimo lustro avverrà all’insegna di un salutare rinnovamento. È infatti di pochi giorni addietro l’approvazione delle autorità tutorie delle modifiche allo Statuto della Fondazione (che nella nuova stesura è pubblicato nel nostro sito internet), introdotte dal Consiglio in carica. Delle quali la più sostanziale è quella riguardante la composizione allargata del nuovo Consiglio e il progressivo annullamento della qualifica di socio “vitalizio”. Ciò che prelude al passaggio di testimone alle nuove generazioni e ad una auspicabile svolta positiva nelle modalità di gestione della nostra Fondazione. Nino Vicari
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