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25/03/2008
PER - Numero 20 gennaio-aprile 2008
Osservatorio Nino Vicari, Editoriale, p.3 Giuseppe Barbera, Scene da un paesaggio urbano, dopo il punteruolo, p.4 Vivi Tinaglia, Cefalà Diana, è scomparsa la sorgente termale, p.6
Documenti/la memoria Pietro Gulotta, Il ruolo della Municipalità nelle riforme urbanistiche di Palermo nei secoli XVI e XVII SECONDA PARTE, p.10 Lucio Forte, L’Archivio della famiglia Whitaker di villa Malfitano, p. 12 Giuseppe Palmeri, Neve e neviere in Sicilia, p.15
Ricerche Adriana Chirco, Cruillas dalla campagna alla città, p.18 Anna Maria Ruta, Il Il Circolo artistico di Palermo, una lunga storia, una nuova sede, p.22 Renata Prescia, Vecchi monasteri in cerca di nuove destinazioni, p.24 Ilaria Guccione, Giuseppe Patania artista grafico, p. 28
Itinerari Francesco Andolina, Balistreri: una installazione contemporanea a Palazzo Abatellis, p.30 Maria Concetta Di Natale, Tracce d’oriente in mostra a Palazzo Bonocore, p.32 Giovanni Travagliato, Storia & arte nella scrittura, p.36
Attività Silvana Riccobono, Il famedio di Palermo, p.38 Vincenzo Scuderi, Monumenti e musei. Risorse, situazioni e riflessioni, p.42
Per l'appunto, p.45 Letture&mail, p. 46
Editoriale La caduta del muro di Palermo Non possiamo non unirci al coro di esultanza che nei giorni passati ha registrato la coraggiosa denunzia di un noto esercente palermitano resa in un’aula del tribunale nei confronti del suo estortore. E poi l’inedita condanna dell’associazione degli industriali rivolta ai propri associati che non hanno il medesimo coraggio. E l’incitamento alla moltitudine di operatori delle attività produttive, vittime per paura o per quieto vivere e oggettivamente sostenitori della malavita organizzata, a collaborare con le forze dell’ordine e della giustizia e a liberare la nostra città dal male oscuro del racket e dell’usura, che la soffoca e la rende inospitale. E poi l’entusiasmo con cui i ragazzi di addiopizzo guidano la ribellione all’estorsione mafiosa e uniscono sotto la stessa bandiera i (pochi in verità) sottoscrittori di un patto contro l’intimidazione e il ricatto. E poi l’inattesa partecipazione che sabato 10 novembre (data storica) ha riempito il teatro Biondo di tanta gente mossa dalla speranza. Ci siamo illusi che si trattasse di una vera e propria caduta del muro di Palermo, muro di silenzio e di implicita complicità. Che in breve tempo generasse il ribaltamento del clima asfissiante che si respira da sempre nella nostra città, restituendole un’atmosfera più coerente con la bellezza del suo paesaggio e dei segni che la storia dell’arte le ha impresso nei secoli. Ma si è trattato di una breve illusione, di una semplice breccia a cui non è seguito il crollo auspicato, se è vero che non si sono manifestati né la partecipazione di tante delle pubbliche istituzioni, né l’attesa generale adesione dei titolari delle attività produttive chiamati in causa. E così la città è ripiombata in breve in una nuova stagione di oblio, pronta a subire con manifesta indifferenza non solo il racket e l’usura, ma le varie offese che le vengono inferte, nella sua immagine e nei suoi valori. Nel silenzio delle pubbliche istituzioni si è consumata infatti la notizia che prossimamente chiuderanno simultaneamente per lavori di restauro il museo Salinas e la Galleria di palazzo Abatellis. E invano finora sei sodalizi (Amici dei musei, Dimore storiche, FAI, Italia nostra, Legambiente/Salvalarte e Salvare Palermo) hanno denunziato gli errori metodologici e sottoscritto un appello alle autorità responsabili, per esorcizzare, non tanto la chiusura che si rende indispensabile, ma la sottrazione alla fruizione culturale e turistica del prezioso patrimonio dei due musei per un tempo indeterminato. Altrettanto silenzio e nessun riscontro ha riscosso inoltre l’altro appello sottoscritto dalle stesse associazioni e da oltre 200 personalità del volontariato culturale, rivolto ai responsabili del governo regionale affinché non si ripeta nella prossima finanziaria l’esiguo e indecoroso finanziamento di appena 200 mila euro destinato al restauro dei tanti monumenti a rischio, i cui progetti giacciono in attesa presso le soprintendenze. Così come con freddezza vengono digeriti dalla pubblica opinione gli sconsiderati provvedimenti in materia di regolazione della mobilità e della sosta autoveicolare (le targhe alterne, la pedonalizzazione solo festiva, la vendita al libero mercato dei nuovi parcheggi, come quello di piazza Vittorio Emanuele Orlando). O ancora il fallimento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e l’imposizione di un megainceneritore a Bellolampo destinato a bruciare tutti i rifiuti di un quarto della Sicilia, che, dopo avere attraversato le strade della nostra povera città, riverseranno su di essa una spaventosa massa inquinante. Ma siamo all’inizio di un nuovo anno ed è opportuno dotarsi di ottimismo, sognando che le istituzioni democratiche che governano la città, non tanto i vertici che hanno tutt’altro a cui pensare, ma le assemblee consiliari, pongano attenzione ai temi più caldi che le associazioni di volontariato sollevano e dibattono con proposizioni concrete e costruttive, nell’esclusivo interesse della comunità cittadina. Una briciola di ottimismo abbiamo ricavato dall’ascolto che alcune pubbliche istituzioni (non tutte quelle invitate) hanno riservato ai sei sodalizi promotori in occasione dell’assemblea cittadina, svoltasi lo scorso 7 gennaio nella sala consiliare di palazzo delle Aquile, per scongiurare il disastro organizzativo e programmatico dei lavori di riqualificazione del museo Salinas e della Galleria di palazzo Abatellis. Nino Vicari
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