Lo scopo istituzionale della “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico palermitano” viene perseguito dalla Fondazione, quanto ai concreti interventi di restauro e recupero dei beni più o meno degradati, mediante il lavoro di una commissione coordinata da Vincenzo Scuderi, già Soprintendente per i beni culturali per la provincia di Palermo.
Tale lavoro si svolge, sostanzialmente e necessariamente, su due piani e per due contestuali vie: da una parte il costante monitoraggio e stimolo dell’attività delle istituzioni pubbliche, quelle regionali specialmente perché della Regione sono le maggiori responsabilità in materia; quadrimestralmente, di tale attività - nonché dello stato di pratiche del restauro – viene dato un essenziale resoconto nell’apposita rubrica della rivista della Fondazione, “Per Salvare Palermo”. Dall’altra parte, provvedendo direttamente al restauro dei beni, con le proprie risorse o mediante contributi pubblici o privati, con ogni relativa pratica tecnico-amministrativa in vista dei migliori risultati di revitalizzazione dei beni. Sono stati, così, restaurati, negli ultimi quindici anni, molte opere in stucco di Giacomo Serpotta (della Galleria Regionale, dell’ex-collegio Massimo dei Gesuiti, della Basilica di S. Francesco soprattutto), dieci manufatti di rilevante scultura rinascimentale nell’anzidetta Basilica francescana, quasi venti dipinti di vari secoli, dal sei all’ottocento, della Galleria regionale, di Palazzo Butera (Van Dych), della Biblioteca comunale, dell’ex-Collegio gesuitico, assieme ad alcuni piccoli ma significativi monumenti dell’arredo urbano (la Colonnella di Romagnolo, il Cippo postale di Piazza Indipendenza, il chioschetto di Damini Almeyda di Villa Bonanno). Di tutti gli interventi effettuati verrà fornita una appropriata scheda nelle pagine appresso.
La quantità e l’entità degli interventi di recupero restano, naturalmente, condizionati dalle disponibilità finanziarie; e perciò, pur dovendosi intendere le auspicabili erogazioni indistintamente destinate al perseguimento degli scopi della Fondazione, tuttavia chi volesse contribuire al restauro, anche di un bene specifico, può indicare nella causale del versamento la priorità d’uso preferita. Sarà cura della Fondazione riportare il nome dello sponsor sia accanto all’opera restaurata sia in tutta la pubblicistica usuale per ogni restauro (pieghevoli, articoli di stampa, rubrica della nostra rivista, ecc.). |
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